Patate

Marchi di  Qualità e Denominazioni di Origine

Ottima per la frittura, divina se fatta arrosto, la marcia in più degli gnocchi del giovedì. Rossa, viola, bianca, gialla, turchese! A polpa morbida, soda, granulosa; di montagna o di pianura. 

Esistono diverse varietà di patate, una per ogni occasione: tra le altre cose, si classificano in base al colore della buccia, alla consistenza della polpa, alla provenienza

Anche le patate, come tutti i prodotti alimentari (compreso il vino), possono essere contraddistinte da marchi indicativi della qualità delle produzioni gastronomiche tipiche dei luoghi.  Segni distintivi, regolamentati a livello europeo (DOP, IGP, STG), nazionale, regionale (PAT) o comunale (De.co), che danno informazioni sull’origine, sulla provenienza, sulla produzione, sulle tradizioni e le tipicità delle cultura alimentare dei luoghi.  

Ognuna e ognuno di voi sa di cosa stiamo parlando e, probabilmente, è uno dei fattori che vi aiuta a scegliere i prodotti che mettete sulla tavola. Ma cosa raccontano quei “bollini” sui prodotti agroalimentari?

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DOP

Denominazione di Origine Protetta

Il marchio DOP è regolamentato dalla normativa europea (Regolamento UE 1152/2012) e “contraddistingue sia alimenti ma anche vini le cui caratteristiche si legano a un determinato ambiente geografico e alle sue tradizioni”. Le specialità alimentari DOP devono rispettare un determinato disciplinare di produzione nel quale sono indicate nel dettaglio tutte le caratteristiche del prodotto, della lavorazione e del territorio di provenienza. In Italia più di 160 prodotti tipici detengono questo prestigioso sigillo di qualità (e 400 vini!): tutti sono originari di un luogo determinato e circoscritto, le loro qualità o caratteristiche dipendono essenzialmente da un particolare ambiente geografico (fattori umani e naturali) e le cui fasi di produzione, trasformazione e elaborazione avvengono unicamente nella zona geografica delimitata.

In Italia ci sono 2 patate DOP

Patata Novella di Galatina

D.O.P.
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Patata di Bologna

D.O.P.
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IGP

Indicazione Geografica Protetta

Anche per le specialità alimentari IGP la normativa di riferimento è quella europea. In questo caso, a differenza delle DOP, pur trattandosi di prodotti alimentari per tradizione originari di specifiche aree territoriali, questi possono essere prodotti o trasformati o elaborati in aree differenti. Il peso si sposta, quindi, maggiormente, sulle tecniche di produzione. Anche i prodotti IGP devono rispettare un disciplinare di produzione che ne descrive storia, territorio e lavorazione.

In Italia ci sono 4 patate IGP

Patata Rossa di Colfiorito

I.G.P.
(Comune di Pieve Torina, Comune di Serravalle di Chienti)
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Patata dell’alto Viterbese

I.G.P.
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Patata del Fucino

I.G.P.
(Comune Di Avezzano; Comune Di Gioia Dei Marsi)
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Patata della Sila

I.G.P.
(Comune Di Parenti; Comune Di Spezzano Della Sila)
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STG

Specialità Tradizionale Garantita

Altra certificazione europea è quella STG – Specialità Tradizionale Garantita: il marchio viene assegnato a prodotti alimentari la cui specificità risiede nei suoi metodi di produzione e/o trasformazione tradizionali.

Le specialità alimentari devono quindi rispettare una ricetta tradizionale ma non hanno nessun vincolo d’origine geografica, né per quanto riguarda le materie prime, né per il luogo di fabbricazione.

PAT

Prodotti Agroalimentari Tradizionali

Un riconoscimento tutto italiano sono invece i PAT, acronimo di Prodotti Agroalimentari Tradizionali. Di Patate PAT ne esistono circa sessanta: qui la lista completa con le relative schede descrittive

In questo caso parliamo di prodotti di nicchia, che rappresentantano piccole realtà tutte da scoprire. Il riconoscimento, assegnato dalla regione che ha anche il compito di aggiornare e pubblicare le schede identificative, caratterizza quei prodotti tipici italiani particolarmente tradizionali e legati al territorio e alla sua storia: metodi di conservazione, creazione, realizzazione e stagionatura devono essere attività consolidate nel tempo e secondo le regole tradizionali per un periodo non inferiore a 25 anni

Esistono, inoltre, altri marchi e denominazioni d’origine, strumenti di valorizzazione territoriale e di promozione e garanzia delle produzioni gastronomiche locali, come quello dei Presidi Slow Food che, coinvolgendo direttamente le aziende, sostengono le piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire, anche attraverso la salvaguardia dall’estinzione di razze autoctone e di varietà di ortaggi e di frutta e il recupero di mestieri antichi e tecniche di lavorazione tradizionali.

In Italia ci sono 59 patate PAT

Molise

  • Patata lunga di S. Biase

Puglia

  • Patata di Zapponeta
  • Patata zuccherina di Calimera

Trentino Alto Adige

  • Patata trentina di montagna

De.Co

Denominazione Comunale d’Origine

Infine, non possiamo non citare la Denominazione Comunale d’Origine De.Co, assegnata dagli Enti Locali a quei prodotti agroalimentari considerati rappresentativi della storia e della tradizione del comune. Anche per i prodotti tipici De.Co. esiste una sorta di “disciplinare”, nel quale sono descritte le caratteristiche e, in molti casi, la ricetta per realizzarli.

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